A Tortona apre la Freedance. Nadi Gega: “La parola impossibile non esiste. Bisogna trasmettere la passione”

Ormai da qualche mese ha aperto i battenti la Freedance (presso la palestra American Club,  via Franceschino da Baxilio 13) che, grazie all’idea della giovane Nadi Gega, non insegna solamente a danzare, ma anche sognare. E’ la stessa ragazza ad ammettere come il suo sogno non solo le abbia cambiato la vita ma addirittura salvata. Insomma Antoine Roger disse “fai della tua vita un sogno e di un sogno una realtà” e questo è proprio il messaggio che vuole lasciare Nadi. La sua è stata una scelta di coraggio ma ha tutta l’intenzione di far diventare la Freedance un punto di riferimento per la danza tortonese. Ecco che cosa ci ha raccontato:

 

Hai iniziato danza sin da bambina. Com’è nata questa tua passione?

“E’ nata quando ero piccina. Ricordo che mi incantavo a guardare “Amici” di Maria de Filippi alla televisione e dopo aver sfasciato mezza casa i mei genitori hanno capito quanto mi piacesse questa disciplina e hanno saggiamente deciso di mandarmi nella palestra sotto casa. Ho iniziato all’età di 9 anni e da li in avanti è sempre stato amore”.
Come sei a livello caratteriale?
“Mi viene sempre molto difficile descrivermi, preferisco che siano gli altri a farlo per me. Credo di essere una ragazza molto dolce e paziente. Un po’ lunatica, ma in realtà tutto dipende sempre dal periodo che sto attraversando. Il mio marchio è il sorriso”.
Da una passione pian piano si sta trasformando in un lavoro. Com’è nata questa tua passione?
“E’ sempre stato il sogno della mia vita, nulla mi ha mai dato la soddisfazione che provo nel vedere le bambine che migliorano giorno per giorno grazie ai miei insegnanti. Le guardo con orgoglio quando le vedo provare mille volte i passi, mi rendo conto di aver fatto centro e di essere riuscita a trasmettere la mia passione quando le mamme mi dicono che le piccole non stanno ferme un secondo in casa.

Nonostante la mia giovane età ho già fatto diversi lavori e ogni tot di tempo ho sempre sentito la necessità di cambiare aria perchè la monotonia mi rende infelice. Quando mettevo le cuffiette mi immaginavo sempre possibili coreografie che avrei potuto creare. Un altro motivo che mi ha spinto a farlo è vedere come stanno materializzando questa disciplina in una piccola realtà come Tortona; mi sembra che nessuno insegni più per passione ma per lavoro, tutti attaccati alla quantità e non alla qualità. Allora ho preso coraggio e sono andata a bussare alle porte dell’American Club….

Se chiedi alle mie allieve cosa insegno loro, credo che quasi tutte risponderebbero con la frase che ripeto più spesso a lezione:  “la parola impossibile nel mio vocabolario non esiste”, oltre a danzare cerco di insegnar loro anche a sognare perché a me ha salvato la vita. Voglio dare loro un luogo in cui sfogare tutte le frustrazioni della vita”.
Dopo poco tempo sei riuscita a far debuttare le tue bambine come cheerleader nella serie A di basket. Sarà per te un motivo di orgoglio
“Assolutamente si, tutti i complimenti che ricevo mi riempiono il cuore di orgoglio. Le mie “nane” (amo chiamarle così per gioco) sono una bomba”.
Quali sono i tuoi sogni per il futuro?
“Sono una che punta in alto e te ne direi quattro:
-vivere con la mia passione (rendendo la “Freedance” un punto di riferimento per la danza tortonese)
-una casa tutta mia
-crearmi una famiglia stabile
-essere FELICE “.
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