Stadio Collana di Napoli a rischio privatizzazione

La vicenda della privatizzazione dello stadio Collana di Napoli è giunta o sta per giungere ad un bivio.

Dopo la sentenza definitiva del Consiglio di Stato di alcune settimane fa in cui è stata affidata la gestione al consorzio Giano composto dagli ex calciatori del Napoli Ciro Ferrara, Fabio Cannavaro e dal costruttore Paolo Pagliara  .

La Regione Campania proprietaria dell’impianto rimasto a gestione pubblica è stato chiuso il 25 gennaio dello scorso anno poichè necessitava di lavori di messa in sicurezza ed altri interventi importanti.

Quando il massimo ente regionale alcuni anni fa decise di indire una gara di affidamento ad un consorzio privato togliendone la gestione al Comune di Napoli fino ad allora unico ente presente .

Da diverse settimane cioè nel momento in cui la sentenza è diventata definitiva le associazioni sportive che fino alla chiusura hanno esercitato l’attività sportiva sono molto preoccupate perchè temono la riduzione della loro attività dei centri sportivi di una vasta fascia di utenza e di età.

Per capirne di più vista la complessità della vicenda siamo riusciti a parlare con il presidente della quinta municipalità di Napoli Vomero-Arenella sul cui  territorio sorge l’impianto, Paolo De Luca e con il suo vice Antonio Iozzi molto attivi da diversi mesi nel dialogare con le associazioni sportive e con i rappresentanti del consorzio aggiudicatario per i prossimi 16 anni della gestione dello storico impianto collinare un tempo terreno di gioco del  calcio Napoli fino alla fine degli anni 50 e sede di meeting internazionali di atletica leggera.

Chiediamo ai vertici della municipalità cosa bolle in pentola e come pensano di poter garantire che l’attività sportiva per atleti ed appassionati possa continuare senza problemi e limitazioni?

“Siamo stati l ‘unica istituzione ad essere presenti nel momento in cui il Consorzio Giano presentò il progetto di rifacimento dello stadio Collana”risponde il presidente De Luca -proprio perchè volevamo capire quale potesse essere il futuro dell’impianto sportivo che ha dato lustro allo sport napoletano nel corso degli anni in tutte le discipline presenti nel centro polisportivo “continua Iozzi e siamo sicuri che se il consorzio come al momento prevede la sentenza avrà le gestione non limiterà gli spazi riservati alle associazioni”chiude De Luca.

Dai vertici della municipalità non vengono risparmiate critiche nei confronti della Regione Campania colpevole di aver rallentato  i tempi burocratici troppo lenti(pachidermici).

“Se la Regione Campania non si fosse arenata nel momento in cui la Giano era stata dichiarata vincitrice della gestione”afferma il presidente De Luca forse ora staremmo in una fase diversa dei lavori e della vicenda privatizzazione”,ma nonostante ciò ora speriamo che i legittimi gestori siano messi nelle condizioni di poter lavorare al meglio per rendere il nostro impianto all’avanguardia”chiudono i vertici della Municipalità.

Chiediamo ai nostri interlocutori come pensano di poter tranquillizzare ed al tempo stesso placare gli animi dei dirigenti ed atleti appassionati che da anni si sono allenati o hanno  lavorato  presso la struttura che sorge nel cuore del quartiere Vomero?

“Le preoccupazioni  sono legittime ovviamente”risponde Iozzi-ma dico a tutti gli appassionati ed operatori delle società che nel protocollo d’ intesa e nel progetto del Giano che già riportato l’articolo che esplicita il normale svolgimento delle attività sportive dunque non vi sarà alcun problema in merito a ciò e mi sento di tranquillizzare  le associazioni che nel momento in cui   lo stadio Collana  sarà riaperto al pubblico.”

E’di pochi giorni fa la notizia che getta nello sconforto gli appassionati sportivi e rischia di gettare alle ortiche il lavoro finora svolto dalle istituzioni campane,ovvero il possibile ridimensionamento delle Universiadi del 2019 assegnate come è noto a Napoli ed altri comuni della regione.

I fondi  sono stati stanziati per lavori vari ripartiti nei vari impianti sportivi tra cui appunto il Collana dove una prima tranche di lavori ha avuto inizio la scorsa estate con le messa in sicurezza dell’impianto elettrico non a norma da anni,riduzione e livellamento del manto erboso del terreno di gioco.

Lo stesso impianto però al momento non rientra tra le sedi dello svolgimento di gare e neppure tra quelli in cui si paventava l’ipotesi di adibire lo stadio Collana come sede di allenamento per gli atleti di varie discipline.

Ovviamente i lavori ora sono stati sospesi in attesa di conoscere la posizione della Regione Campania proprietaria dell’impianto ed al tempo stesso l’Agenzia Regionale retta da Raimondo Pasquino non ha più la gestione delle opere deputate alla manifestazione internazionale.

Negli ultimi anni è indubbio che svolgere sport in modo libero o all’aria aperta o al chiuso in impianti pubblici  nel capoluogo partenopeo è diventata un impresa ardua a causa delle solite lungaggini burocratiche  alimentate dalle vicende giudiziarie condotte a colpi di carta bollata da consorzi vincitori ed esclusi tra Tar e Consiglio di Stato ed istituzioni pubbliche il tutto naturalmente a spese della collettività tra fondi pubblici ed attività sportive interrotte dalla sera alla mattina con grave danno alle associazioni che vivevano nel corso dell’anno solare di centri per l’avviamento allo sport per bambini ed adulti ed il Collana risultava uno impianto ad alta frequenza abbracciando una grande fetta di utenza e dal punto di vista numerico che da quello geografico dell’area di Napoli da nord a sud grazie anche  alla presenza della fermata della metropolitana con la fermata a poche decine di metri .

Le parole espresse da parte della Municipalità auspichiamo vengano poi tradotte in realtà, a Napoli vi sono purtroppo precedenti  in tema di impiantistica sportiva.

Molti ricordano la vicenda del Mario Argento il palasport che sorgeva a Fuorigrotta ,buttato giù tantissimi anni fa  e mai più ricostruito .

Ora a poche decine di metri sorge il Palabarbuto una struttura provvisoria che al momento è definitiva.

Sportivi ed appassionati attendono una risposta,vogliono certezze e se gli ex calciatori ora imprenditori saranno i gestori nei prossimi sedici anni dovranno essere le istituzioni presenti sul territorio in toto a dover vigilare affinchè gestione  privata o pubblica garantiscano il diritto allo sport e non alzare bandiera bianca di fronte ad attività extrasportive o calcistiche  quali attività commerciali che potrebbero limitare se non far scomparire lo sport al Collana tempio dello sport partenopeo.

 

Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com